Filari di vigneti nelle campagne di Alghero in estate, con le colline della Nurra sullo sfondo
Vigneti ad Alghero — foto: Vriullop · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Intorno ad Alghero il paesaggio non è fatto solo di mare. Alle spalle della città si apre la Nurra, una pianura ventilata e luminosa dove i filari si alternano a uliveti e campi coltivati. Qui il vino ha radici antiche e una storia moderna fatta di bonifiche, grandi aziende e cooperative di agricoltori. Per chi soggiorna sulla Riviera del Corallo, conoscere i vini del territorio è uno dei modi più piacevoli per capirne il carattere.

La denominazione Alghero DOC

La Alghero DOC è stata riconosciuta nel 1995 e comprende il territorio di Alghero e di alcuni comuni vicini della provincia di Sassari. È una denominazione ampia e flessibile: prevede bianchi, rossi e rosati, versioni spumanti e frizzanti, un passito bianco e un rosso liquoroso. Accanto ai vini di base ci sono le tipologie varietali, che indicano in etichetta il vitigno principale: Torbato, Cagnulari, Vermentino frizzante, Sauvignon, Chardonnay, Cabernet, Merlot e Sangiovese. Quando in etichetta compare il nome di un vitigno, il disciplinare richiede che le uve provengano per almeno l'85% da quella varietà.

Il Torbato, il bianco arrivato con i Catalani

Il vitigno più identitario di Alghero è il Torbato. Le sue origini sono incerte, ma le ipotesi più accreditate lo collegano alla Spagna nord-orientale e al Rossiglione, dove era conosciuto come Malvoisie du Roussillon. In Sardegna sarebbe arrivato nel periodo catalano-aragonese, tra Trecento e Quattrocento, seguendo gli stessi percorsi che hanno portato ad Alghero la lingua catalana. Oggi la sua coltivazione è quasi esclusivamente sarda e si concentra proprio nel territorio algherese, mentre nei luoghi d'origine ne restano solo tracce.

Nel bicchiere il Torbato si presenta giallo paglierino con riflessi verdolini, con profumi freschi di fiori bianchi, agrumi e note minerali. In bocca è sapido, con una buona acidità e una piacevole persistenza. Esiste anche in versione spumante, molto apprezzata come aperitivo vista mare.

Cagnulari, Vermentino e Cannonau

Tra i rossi, il vitigno da conoscere è il Cagnulari, tipico del nord-ovest dell'isola e base di alcuni rossi della Alghero DOC. Dà vini di colore rosso rubino brillante, con profumi di frutti rossi e leggere note balsamiche, caldi e morbidi al palato.

Il Vermentino è invece il bianco più diffuso della Sardegna. La denominazione Vermentino di Sardegna DOC copre l'intera regione, e nella Nurra trova suoli e venti che ne esaltano freschezza e sapidità: è il compagno naturale della cucina di mare. Lo stesso discorso vale per il Cannonau di Sardegna DOC, l'altra grande denominazione regionale: il Cannonau è il rosso simbolo dell'isola, imparentato con la Garnacha spagnola, e accompagna bene i piatti di carne e i formaggi stagionati.

Cantine storiche e cooperative

La viticoltura moderna di Alghero ha due capitoli fondamentali. Il primo comincia nel 1899, quando l'ingegnere Erminio Sella e l'avvocato Edgardo Mosca avviarono la bonifica della località I Piani, dando vita all'azienda Sella & Mosca, oggi tra le realtà vinicole più conosciute dell'isola. Il secondo nasce nel dopoguerra, quando le terre della Nurra furono bonificate e assegnate a famiglie di agricoltori: nel 1959 un centinaio di loro fondò la cooperativa Santa Maria La Palma, che oggi riunisce centinaia di soci.

Entrambe sono un buon punto di partenza per capire il vino del territorio. Visite, degustazioni e orari cambiano nel corso dell'anno: consultate direttamente i siti ufficiali delle cantine prima di mettervi in viaggio.

Da sapere: se in programma c'è una giornata tra le cantine, organizzatevi con un guidatore che non beve oppure con un servizio di trasporto. Le strade della Nurra sono tranquille, ma la prudenza viene prima di tutto.

Abbinamenti con la cucina algherese

Qualche idea semplice per la tavola:

  • Aragosta alla catalana: un Torbato o un Vermentino giovane, freschi e sapidi.
  • Spaghetti ai ricci e crudi di mare: un bianco minerale o uno spumante di Torbato.
  • Paella e zuppe di pesce: un rosato della Alghero DOC.
  • Carni alla brace e formaggi: un Cagnulari o un Cannonau.
  • Seadas e dolci di mandorla: un passito o un vino dolce del territorio.

Il periodo della vendemmia, tra fine estate e inizio autunno, è anche un ottimo momento per visitare la zona, con le campagne in piena attività e meno folla sulle spiagge.

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